banco da lavoro

Come si costruisce un banco da lavoro in ferro? Ecco una breve guida

Ti piace armeggiare nel tuo garage ma ti manca un banco da lavoro? Perché non costruirlo in autonomia?

Un tavolo da lavoro è un accessorio indispensabile per l’arredamento del tuo garage o della tua officina, utilissimo per lavorare in condizioni ottimali di sicurezza e praticità e per effettuare i proprio lavori di bricolage.

Puoi scegliere di crearlo da zero acquistando il materiale in un negozio di bricolage o utilizzando oggetti di recupero. Ecco tutta la procedura per realizzarlo.

Come costruire il banco da lavoro

La scelta del ferro per la realizzazione del banco da lavoro non è casuale: Infatti, eseguire lavori di saldatura su una superficie in legno, ad esempio, è estremamente pericoloso perché questo materiale è infiammabile e rappresenta un vero pericolo di incendio.

Inizia disegnando la pianta del tuo futuro banco da lavoro, avendo cura di annotare le misure di ogni componente. Il piano di lavoro deve essere il più ampio possibile, da 1,15 m minimo a 2,40 m se il locale lo consente.

Ma è il peso che fa la differenza tra attrezzature di qualità e attrezzature di fascia bassa, realizzate da soli o acquistate in negozio. Al di sotto dei 50 kg, il banco da lavoro mancherà di stabilità e potrebbe mostrare segni di debolezza sin dal primo utilizzo intensivo.

Una volta realizzato il progetto su carta, bisognerà provvedere al taglio e all’assemblaggio delle parti tramite saldatura. I pezzi da unire andranno bloccati in posizione tramite un morsetto, utilizzando anche una livella, dando quindi alcuni punti di saldatura provvisori prima della saldatura definitiva.

Questi punti di tenuta andranno dati su tutte le componenti del banco da lavoro, in modo da poter controllare i parallelismi prima della saldatura finale.

Levighiamo le estremità di tutti i tubolari, per rimuovere le imprecisioni dei tagli ma anche per ottenere un migliore innesco dell’arco nelle fasi d’attacco della saldatura. Il tubolare ha uno strato di lubrificazione che per comodità conviene rimuovere prima delle operazioni di montaggio. Usiamo fogli di carta assorbente ben imbevuti con diluente nitro.

Utilizzando un gessetto bianco e un metro flessibile, identifichiamo i punti di collegamento tra le varie componenti e tracciamo le linee con l’ausilio di una squadretta a sbalzo, bloccandola con i morsetti, per mantenere l’angolo corretto durante la saldatura.

Tutti gli angoli tra le diverse parti devono risultare a 90 gradi. Se è così, possiamo procedere alla saldatura definitiva. Dato che, nonostante la puntatura, la parte saldata del banco da lavoro tende essere ancora tirata, facciamo un lato, poi giriamo i due pezzi e facciamo quello opposto, poi andiamo sul terzo lato e infine sul suo opposto.

Una volta rimosso il materiale di scarto della saldatura, rifiniamo meglio i bordi utilizzando una smerigliatrice angolare, martellina e spazzola di ferro.

Dal momento che il banco da lavoro così ottenuto sarà piuttosto pesante, i piedi dovranno essere attrezzati con tappi di protezione, per preservare il pavimento ed evitare di rigarlo. In questi casi se i tubolari sono a forma quadrata si sceglieranno naturalmente tappi in plastica per tubi quadrati, ma le soluzioni sono diverse, anche tondi o rettangolari a seconda delle necessità.

Importante infine, prevedere la migliore soluzione per l’illuminazione del banco da lavoro, che se sarà posizionato sotto una finestra avrà una determinata quantità di luce durante la giornata, ma se si troverà in una zona poco illuminata o comunque nelle ore serali, sarà necessario adibirlo con delle lampade a bracci adeguate oppure da applicare a muro. In questo modo si potrà sempre lavorare al meglio nelle migliori condizioni di luminosità.