I 4 segni della matemaica

Come calcolare il proprio TFR

Il TFR è un piccolo tesoretto che il lavoratore riceve direttamente dall’azienda, quando viene a cessare il rapporto lavorativo per licenziamento, dimissioni, o raggiungimento dell’età della pensione.

Meglio conosciuto come “liquidazione”, il TFR sta ad indicare il trattamento di fine rapporto, ovvero la somma di denaro che viene accumulata di anno in anno dal lavoratore durante la sua carriera e che verrà consegnata al termine del rapporto di lavoro con l’azienda.

E’ possibile determinare in anticipo l’ammontare del TFR, tramite alcuni calcoli.

Qual è la differenza tra TFR in busta paga e fondo pensione privato?

Attualmente, è possibile farsi versare il TFR direttamente in busta paga, oppure destinare la somma a un fondo pensione privato, detta anche previdenza integrativa, perché complementare a quella che spetta per legge. Questa scelta è una decisione da prendere sulla base delle proprie esigenze.

Tuttavia, dal punto di vista fiscale, non conviene usufruire subito del TFR, Perché si rischia di rimetterci. Con il TFR in busta paga il rischio è di pagare di più, perché le somme in busta sono soggette alla tassazione ordinaria che è, di solito, superiore a quella da pagare se si versa il TFR in un fondo pensione o lasciandolo in azienda.

Come calcolare il TFR lordo

Per calcolare il TFR lordo, bisogna dividere la retribuzione annua per 13,5. Questo valore viene utilizzato anche nel caso in cui si percepiscano 14 mensilità. Da questa cifra bisogna sottrarre una ritenuta dello 0,5% per l’Inps, calcolata sull’imponibile contributivo. Quest’ultima somma, viene destinata dall’INPS ad un fondo specifico, per assicurare che i lavoratori ricevano la liquidazione anche se l’azienda fallisce.

Ecco un esempio pratico. Nel caso in cui il reddito annuale del 2015 di un lavoratore sia di 30.000 euro, nel corso di un anno avrà accumulato il seguente TFR:

  • quota al lordo del contributo Inps: 30000:13,5 = 2222,22 €
  • ritenuta ai fini Inps: 30000 x 0,005 = 150 €
  • TFR annuo netto: 1851,85 – 125 = 2072,22 €

Non tutte le somme corrisposte dal datore di lavoro, però, sono utili per la liquidazione. Dal calcolo finale sono infatti esclusi i compensi occasionali, come ad esempio rimborsi spese, premi aziendali e spese di trasferta.

Calcolo del TFR netto

Il TFR non è esente da tassazione. Si consideri che quello indicato in busta paga è un TFR al lordo della tassazione. Per conoscere la cifra netta, bisogna conoscere gli scaglioni di imposizione,

  • se il TFR lordo è inferiore o pari a 15mila euro si applica una tassazione del 23%;
  • se è compreso tra 15mila e 28mila euro si applica la tassazione del 27%;
  • se il TFR risulta superiore a 28mila sui primi 28mila si applica il 27%;
  • sulla parte eccedente i 28mila euro si applica il 38% per somme fino a 55mila euro per la parte tra 28mila e il TFR lordo;
  • il 41% se risulta tra i 55mila e i 75mila euro;
  • il 43% se superiore a 75mila euro.

La rivalutazione annuale del TFR

Per contro, per far sì che il valore del TFR non venga svalutato dall’inflazione e sia in linea con il costo della vita, ogni anno la somma del TFR viene rivalutata sulla base dell’indice ISTAT. Si applica dunque il cosiddetto tasso di rivalutazione, che viene applicato ogni anno sulla quota TFR accantonata.

Questo tasso corrisponde all’1,5%, al quale si aggiunge una quota variabile pari al 75% dell’aumento dell’inflazione certificato a dicembre dall’Istat rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. L’ammontare accumulato nell’ultimo anno, però, non viene rivalutato dal momento che non è oggetto di erosione inflazionistica.

Dal momento che il tasso dell’1,5% è annuale, questo va rapportato al numero di mesi trascorsi dall’inizio dell’anno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *