
Manutenzione auto: facciamo chiarezza
Per mantenere l’auto sempre in perfetta efficienza, gli interventi di controllo e manutenzione sono di fondamentale importanza. Che sia nuova oppure con già qualche chilometro sulle spalle, un’auto curata e manutenuta regolarmente ci ripaga in termini di affidabilità, prestazioni e sicurezza.
È importantissimo rispettare gli intervalli di percorrenza tra un tagliando e l’altro previsti dal costruttore, e talvolta è bene anche anticiparli. A seconda dello stile di guida, le centraline possono segnalare la necessità del tagliando anche prima degli intervalli previsti all’origine. In tal caso, è bene dar retta al quadro strumenti e portare l’auto in assistenza.
Tagliando auto e garanzia ufficiale: la Direttiva Monti
La prima regola è scritta sul libretto di uso e manutenzione dell’auto: bisogna effettuare i tagliandi entro i limiti previsti dalla casa, meglio se con ricambi e liquidi approvati dal costruttore. La qualità dei materiali di primo impianto consente all’auto di mantenere inalterate affidabilità e prestazioni.
Portando l’auto in rete assistenza ufficiale ci assicuriamo che in sede di tagliando vengano rispettati gli standard previsti dalla casa madre. I materiali saranno gli stessi utilizzati in linea di montaggio, e in più avremo la garanzia ufficiale del costruttore sai sui ricambi che sulla manodopera.
In alternativa, è possibile portare l’auto a fare manutenzione presso un’officina generica. Questo non fa alcuna differenza sul risultato finale, e in più non inficia la garanzia iniziale, laddove l’auto ne sia ancora coperta. A normare la liberalizzazione del tagliando auto è stata la Direttiva Monti, sulla scia del regolamento comunitario 1400/2002.
Il meccanico di fiducia quindi può occuparsi del tagliando senza invalidare la garanzia del costruttore, a patto che sia qualificato, e che utilizzi gli stessi materiali previsti dalla casa, o equivalenti. La norma si esprime in maniera molto precisa a riguardo: i ricambi devono rispettare specifiche e standard produttivi indicati dal costruttore.
Per rispettare le severe condizioni imposte dalla Direttiva Monti, l’officina dovrà emettere regolare fattura, accompagnata dalla lista dei ricambi utilizzati per effettuare il tagliando. Le parti di ricambio dovranno essere identificate con un codice che ne consenta la tracciabilità, così da poter accertare l’effettiva corrispondenza con gli standard qualitativi previsti dal costruttore.
Come risparmiare sui ricambi?
Che si porti l’auto in officina annessa alla rete di assistenza ufficiale, oppure da un riparatore indipendente, come abbiamo visto non fa alcuna differenza per l’auto. Se vengono rispettati gli standard previsti dal costruttore, e se il lavoro è svolto a regola d’arte, le operazioni di manutenzione sono valide anche a fini della garanzia.
Esiste in ogni caso una terza via, ormai accettata da molte officine indipendenti come cortesia vero i propri clienti. È possibile acquistare autonomamente ricambi e materiale di consumo, portare il tutto dal meccanico e farsi svolgere la riparazione.
Così facendo è possibile risparmiare qualcosa sul costo dei ricambi. L’aftermarket offre alternative alla componentistica originale: pezzi equivalenti a quelli di primo impianto perlomeno nella funzionalità, ma proposti a prezzi più bassi.
Si tratta di componenti perfettamente compatibili con l’automobile, ma che non rispettano alcuni standard previsti dal costruttore come ad esempio il tipo di lega metallica che può variare leggermente, oppure alcune tolleranze o misure leggermente differenti.
Tuttavia, non potendo garantire il lavoro secondo le specifiche previste dalla Direttiva Monti, alcune officine potrebbero non accettare i ricambi portati dall’automobilista, anche se questi rientrerebbero in quelli da considerarsi equivalenti, perché non accompagnati da fattura che ne certifichi la provenienza.