
Come scaldare il cibo fuori casa
Molti avranno vissuto la situazione di non poter riscaldare un pranzo fuori casa, perché magari il posto di lavoro non è attrezzato con un microonde, o si trovano in viaggio e per questi si sono dovuti accontentare di gustare gli avanzi casalinghi freddi. Tuttavia, esistono delle soluzioni che permettono di fare a meno degli elettrodomestici, e che sono estremamente comode per chi vuole mantenere i cibi caldi anche fuori casa.
Borse termiche e isolati
Utilizzare contenitori e borse speciali progettati per non disperdere il calore è un modo consigliato per mantenere il cibo caldo senza elettricità. Dovresti sapere che tali accessori non generano calore proprio, ma sono specializzati nel conservare il calore e nel prevenirne la fuoriuscita. In questo modo, il cibo rimane caldo in relazione alla sua temperatura quando viene conservato. Se devi trasportare il cibo per tutta la famiglia, puoi investire in un cestino da picnic isolato, capace di contenere cibi solidi e bevande. Diversamente, se devi trasportare solo il pranzo in ufficio, ti basterà una semplice borsa termica monoporzione.
Contenitori termici
I thermos sono solitamente realizzati in acciaio inossidabile all’esterno e in plastica all’interno. L’acciaio inossidabile riflette i raggi della luce, quindi non raggiunge il cibo, mentre la plastica impedisce la fuoriuscita del calore. L’isolamento termico sottovuoto mantiene il cibo caldo per 9 ore o freddo per 14. Il materiale migliore è l’acciaio: non causa muffe né cattivi odori e non si macchia con sughi e salse, a differenza della plastica. Il livello di isolamento dipende anche dalla tipologia di prodotto e da alcune specifiche caratteristiche (come la chiusura del tappo), ma possiamo già affermare come i thermos in acciaio abbiano una capacità isolante superiore rispetto a quelli in vetro o in plastica.
Scaldavivande termici elettrici
Soluzione ideale per chi vuole scaldare il cibo direttamente in ufficio saltando le file per il microonde, o per chi è spesso in viaggio. Come fa supporre il nome, questi dispositivi utilizzano l’energia prodotta dalla corrente elettrica per attivare delle resistenze interne al contenitore e scaldare il pasto, in un arco di 20/40 minuti. La parte esterna di questi contenitori è realizzata in plastica dura, mentre la vaschetta interna (removibile ) può essere in plastica alimentare o acciaio inox. Per quanto riguarda l’alimentazione, tre sono le tipologie principali: con cavo da presa a muro, cavo 12/24V per l’utilizzo in auto o sul camion e presa USB per il collegamento ad un powerbank o pc.
Cottura a Bagnomaria
Scaldare un piatto di gnocchi in padella o cibi ricchi di salse, può essere un’impresa ardua, perché tendono a diventare collosi con il riscaldamento tradizionale. In questi casi, è di grande aiuto la cottura a bagnomaria, che sfrutta il calore generato dall’acqua bollente. Basterà riempire un pentolino d’acqua, metterlo sul fuoco e farlo bollire a fiamma bassissima. Appoggiate il piatto sul pentolino, coprendolo con un coperchio, e attendete per qualche minuto. Mescolate di tanto in tanto per sciogliere la parte cremosa: dopo pochi minuti il piatto sarà gustoso come appena pronto.
Cottura a vapore
La cottura a vapore si basa su un principio simile. Questo metodo è eccellente per riscaldare cibi congelati, cibi che si attaccano tra loro e carne che può seccarsi facilmente (come il petto di pollo) perché è un metodo di cottura delicato che utilizza l’umidità per riscaldare il cibo. Se non hai un cestello specifico, usa uno scolapasta di metallo in una grande pentola e copri con un coperchio. Assicurati che l’acqua non evapori completamente e che non tocchi il piatto. Cuoci a vapore finché il cibo non è abbastanza caldo.